MISSIONI SPAZIALI: Venere



Mariner 2, 5Venera 8Pioneer Venus 2Magellan
Venera 4Venera 9Venera 11, 12Venus Express
Venera 5, 6Venera 10Venera 13, 14Missioni fallite
Venera 7Pioneer Venus 1Venera 15, 16 Missioni future


Mariner 2, 5 (USA Venus Flyby)
Il Mariner 2 partì il 27 agosto 1962 da Cape Canaveral su un razzo Atlas-Agena e giunse su Venere il 14 dicembre 1962; ha sorvolato il pianeta ad una distanza di 34 mila km per circa 3 mesi e mezzo fornendo molte informazioni sulla sua superficie, tra cui quelle relative alla sua temperatura, pari a 425C.
Ha smesso di comunicare il 3 gennaio 1963.
Il Mariner 5, che inizialmente avrebbe dovuto studiare Marte, partì il 14 giugno 1967 e arrivò su Venere il 9 ottobre 1967, studiò la superficie del pianeta ed il suo campo magnetico da una distanza di 3900 km; ottenne gli stessi risultati del Venera 4 per quanto riguarda l'atmosfera di Venere.
Smise di comunicare nel novembre 1967.
il Mariner 5

Venera 4 (USSR Venus Atmosferic Probe)
Venera 4 Venne lanciata il 12 giugno 1967 con un vettore Tyazheliy Sputnik ed entrò nell'atmosfera di Venere il 18 ottobre 1967, dove mise in funzione due termometri, un barometro, un radioaltimetro e un misuratore di densità atmosferica. Contrariamente alla precedente missione atmosferica (Venera 3) la sonda non si schiantò sul suolo, ma vi atterrò grazie ai suoi paracaduti, così potè restare in contatto con la Terra fino ad una altitudine di 2496 m, dove venne schiacciata dalla pressione del pianeta.
Fornì informazioni sulla sua composizione: non rilevò presenza di azoto e scoprì che l'atmosfera è formata al 90%-95% di anidride carbonica.

Venera 5, 6 (USSR Venus Atmosferic Probe)
Partite il 5 e il 10 gennaio 1969 con due razzi Tyazheliy Sputnik, arrivarono su Venere il 16 e il 17 maggio 1969, quando da entrambe le sonde vennero espulse le capsule che discesero sul pianeta. Prima di venire schiacciate dalla pressione di Venere, arrivarono a 26 km dalla superficie e trasmisero dati sull'atmosfera.

Venera 7 (USSR Venus Lander)
Partì il 17 agosto 1970 con un vettore Tyazheliy Sputnik per studiare l'atmosfera e la superficie di Venere, su cui arrivò il 5 dicembre 1970. Fu la prima missione in cui una sonda atterrò indenne su un altro pianeta. Durante la discesa, durata 35 minuti, il Lander (liberato dalla sonda il 15 dicembre) trasmise dati ininterrottamente. Dopo l'atterraggio continuò a trasmettere un debole segnale per 23 minuti, fornendo informazioni sulla temperatura (475C) e la pressione atmosferica superficiale (90 bar). Venera 7

Venera 8 (USSR Venus Lander)
Partita il 27 marzo 1972, entrò nell'atmosfera di Venere il 22 luglio 1972 e sganciò una sonda che atterrò sulla superficie. Durante la discesa il Lander trasmise dati sulla variazione di velocità del vento a diverse altitudini: 100 m/s sopra i 48 km, 40-47 m/s a 42-48 km e 1 m/sec sotto i 10 km. Dopo l'atterraggio trasmise dati sull'ambiente venusiano per 50 minuti, misurando anche l'intensità della luce sulla superficie planetaria.

Venera 9 Descent Craft (USSR Venus Orbier e Lander)
Con questa missione iniziò una nuova generazione di sonde per lo studio di Venere. Costituita da un veicolo destinato a rimanere in orbita attorno al pianeta (Orbiter) e da uno destinato ad atterrare (Lander) partì l'8 giugno 1975. Il 22 ottobre 1975 l'Orbiter si separò dal Lander. Il Lander durante la discesa era protetto da uno strato emisferico metallico e riuscì ad operare per 53 minuti sulla superficie del pianeta.
I principali risultati furono: la scoperta di nubi dello spessore di 30-40 km ad una distanza dalla superficie di 30-35 km, la conferma di costituenti come HCl, HF, Br, e I e la mancanza di polveri nell'atmosfera.
Venera 9
Inoltre ha rilevato una temperatura in superficie di 485 C, una pressione superficiale di 90 atmosfere e una luminosità paragonabile a quella terrestre a latitudini equatoriali in un giorno nuvoloso.

Venera 10 Descent Craft (USSR Venus Orbier e Lander)
Missione gemella della precedente, partì il 14 giugno 1975 ed arrivò su Venere il 25 ottobre 1975, due giorni dopo essersi separata dal Lander. Dopo la discesa il Lander trasmise dati e immagini in bianco e nero della zona di atterraggio per 65 minuti; grazie al Lander si ebbe un profilo della pressione e della temperatura atmosferiche al variare dell'altitudine, venne registrato un vento superficiale di 35 m/s e si rilevò che nel sito scelto per l'atterraggio le rocce erano più erose della zona scelta per l'atterraggio della Venera 9.

Pioneer Venus 1 (Pioneer 12, Pioneer Venus Orbiter)
L'USA Venus Orbiter venne lanciato il 20 maggio 1978 su un vettore Atlas-Centaur; il 4 dicembre 1978 si posizionò in un'orbita ellittica attorno a Venere, ad una distanza dalla superficie variabile fra 150 km e 66000 km, con un periodo orbitale di 23 ore e 11 minuti.
Pioneer Orbiter Ha lavorato continuamente fino all'8 ottobre 1992, quando, a causa della perdita dei contatti con la Terra, la missione è stata dichiarata conclusa, 6 giorni dopo venne bruciata dall'atmosfera venusiana in cui era caduta per l'esaurimento del carburante.
La sua missione consisteva nel misurare la distribuzione verticale delle nuvole, mappare la superficie del pianeta, misurare l'emissione IR dall'atmosfera, determinare la composizione dell'alta atmosfera, analizzare il campo magnetico del pianeta, determinare il campo gravitazionale di Venere; inoltre doveva studiare le proprietà del vento solare e le sue interazioni col pianeta.
È stata la prima sonda che ha usato il radar per mappare la superficie di un pianeta, riuscendo nel 1991 a fare la mappa anche della parte sud del pianeta (precedentemente mai studiata) e non ha rilevato nessun campo magnetico attorno a Venere. Tra il 1978 e il 1988 ha registrato una diminuzione del 10% del diossido di zolfo nell'atmosfera, forse a causa di una eruzione vulcanica avvenuta poco prima dell'arrivo dell'Orbiter, dopo la quale la quantità di anidride solforosa è tornata lentamente alla normalità. Il pioneer 12
Fra il 1978 e il 1980 la sua orbita si mantenne stabile tra 142 e 253 km dalla superficie per facilitare l'uso del radar e le misure ionosferiche.
Durante la sua missione ha effettuato delle osservazioni anche su alcune comete, fra cui: la Encke nel 1984, la Giacobini-Zinner nel 1985, la Halley nel 1986. Per quest'ultima scoprì che vicino al perielio il tasso di evaporazione dell'acqua era di 40 tonnellate al secondo.

Pioneer Venus 2 (Pioneer 13, pioneer Venus Multiprobe)
Il pioneer con i 4 Probe L'USA Venus Atmosphere Probe (o Pioneer Venus Probe Bus) venne lanciato l'8 agosto 1978 dal Kennedy Space Center su un vettore Atlas-Centaur verso Venere, vicino al quale, dopo avervi orbitato attorno per due settimane, "scaricò" i 4 Probe che trasportava (uno grande sganciato il 16 novembre vicino all'equatore nella parte di Venere rivolta verso il Sole e tre piccoli sganciati il 20 Novembre), che entrarono tutti in contatto con l'atmosfera il 9 dicembre 1978. Di questi 4 probe solo il più grande era dotato di paracadute.
Mentre i 4 Probe scendevano nell'atmosfera, ad una velocità di circa 11.5 km/sec vicino all'equatore venusiano, l'Orbiter bruciò nella parte alta dell'atmosfera.
I Probe dovevano studiare la composizione atmosferica, la penetrazione del flusso solare in essa, la distribuzione della radiazione IR, misurare le dimensioni e la forma delle particelle presenti nelle nubi ed infine studiare la pressione e la temperatura atmosferiche. Le tre sonde piccole furono fatte atterrare su diverse zone del pianeta indicate dai loro nomi: North Probe (sulla faccia in quel momento non illuminata), Night Probe, Day Probe, il Probe più grande, è sceso sulla faccia del pianeta illuminata.
Pioneer 13 e i suoi Probe
atterraggio di un Probe I 4 Probe hanno rivelato, fra i 70 e 90 km dalla superficie, una zona di foschia rarefatta, e tra 10 e 50 km dalla superficie una piccola zona atmosferica convettiva. Al di sotto dei 30 km l'atmosfera è limpida.
Tutti i Probe erano stati programmati per operare per tre ore dopo l'impatto, ma solo il Probe più grande ed il Day Probe sono sopravissuti all'impatto ed hanno continuato a trasmettere dalla superficie, gli altri hanno smesso di trasmettere a 15 km dalla superficie di Venere

Venera 11, 12 Descent Craft (USSR Venus Flyby/Lander)
Partite rispettivamente il 9 settembre 1978 e il 14 settembre 1978 dovevano studiare entrambe in dettaglio la composizione chimica dell'atmosfera, la natura delle nuvole e il bilanciamento termico atmosferico. I Lander vennero espulsi dalla sonda madre il 21 dicembre 1978 (Venera 12) e il 25 dicembre 1978 (Venera 11), la loro discesa durò 1 ora, una volta giunti sulla superficie hanno trasmesso all'Orbiter i dati raccolti per 95 e 110 minuti, l'Orbiter poi li ha rinviati a Terra. Non si conosce il motivo per cui nella Venera 11 il sistema di raccolta di immagini non abbia funzionato.

Venera 13, 14 Descent Craft (USSR Venus Flyby/Lander)
Partirono rispettivamente il 30 ottobre e il 4 novembre 1981 e i loro Lander atterrarono su Venere l'1 marzo 1982 e il 5 marzo 1982 a pochi gradi di distanza. Entrambe le missioni hanno fornito immagini in bianco e nero della superficie e le prime immagini panoramiche a colori. Grazie all'uso di spettrometri fluorescenti a raggi X hanno effettuato delle analisi del suolo da cui è risultato la presenza sia di leucite basaltica (molto rara sulla Terra), che di basalto simile a quello presente nelle dorsali oceaniche terrestri. Venera 13

Venera 15
Venera 15, 16 (USSR Venus Orbiter)
Lanciate a pochi giorni di distanza (il 2 giugno 1983 e il 7 giugno 1983) arrivarono su Venere il 10 ed il 14 ottobre delo stesso anno. Riuscirono entrambe a prendere delle fotografie della superficie con la risoluzione di 1-2 km, producendo in 8 mesi una mappa dettagliata dell'emisfero nord tra il Polo e 30N. Registrarono anche alcuni "hot spot", probabilmente causati da attività vulcanica.

Magellan (Venus Radar Mapper)
La sonda Magellan è il primo veicolo interplanetario lanciato da uno shuttle, l' Atlantis, messa prima in orbita terrestre e poi lanciata verso Venere con l'uso di uno stadio supplementare della sonda. Partita il 4 maggio 1989, la piccola sonda ha raggiunto Venere dopo 15 mesi di viaggio.
Dal 15 settembre 1990 al 15 maggio del 1991 ha girato intorno a Venere per 1789 volte su un'orbita polare ad un'altezza variata nel tempo da 294 km (1 orbita in 3 ore e 15 minuti) a 180 km (1 orbita in 94 minuti), scrutando con il suo radar attraverso le spesse nubi di anidride carbonica che lo circondano e che ne rendono invisibile la superficie.
Magellano attorno a Venere
il polo Nord di Venere visto da Magellan Ne è risultata una prima mappa dell'84% della superficie, (contro il 70% previsto), nella quale sono visibili dettagli di poche decine di metri. Sono stati individuati 1500 vulcani e 912 crateri da impatto, si è inoltre visto che non ci sono tracce evidenti di una erosione dovuta al vento; ciò ha suggerito che Venere sia geologicamente giovane (meno di 800 milioni di anni).
Nonostante un guasto al trasmettitore principale, la Magellan ha eseguito una seconda e poi una terza mappatura del pianeta portando al 99% la superficie cartografata, e consentendo elaborazioni tridimensionali computerizzate.
Nel settembre del 1992 e nel maggio del 1993 Magellan ha disegnato anche la mappa gravitometrica di circa il 95% di Venere, rilevando tutte le anomalie gravitazionali, dalle quali si può risalire alla sua struttura interna.
L'11 ottobre 1994 la sonda cominciò la sua discesa verso il pianeta, il 12 si è avuta una breve interruzione dei contatti radio e tra il 13 ed il 14 ottobre del 1994 è bruciata nell'atmosfera di Venere. Riuscì però a fornire informazioni su densità e resistenza dell'atmosfera venusiana.
ricostruzione tridimensionale della superficie di Venere

Venus Express
Disegno che rappresenta la Venus in orbita attorno a Venere ( foto ESA) È stata la missione approvata più velocemente nella storia spaziale: proposta nel 2001 è stata approvata alla fine del 2002; questo è dovuto al fatto che il progetto della sonda si basa su quello della Mars Express e che trasporta strumenti che sono gemelli di quelli della Mars Express e di Rosetta (VMC= fotocamera a grande apertura, ASPERA= fotocamera combinata con uno spettro-magnetometro, PFS=spettrometro infrarosso, SPICAM=spettrometro IR/UV, VIRTIS=spettrometro UV/visibile combinato ad una fotocamera IR, VENSIS=radar ionosferico).
È una missione ESA ed è partita il 9 novembre 2005 su un vettore Soyuz-Fregat, dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakhistan, con un ritardo sulla data prevista di 10 giorni per motivi tecnici non precisati.
Dopo circa 153 giorni la sonda è arrivata su Venere, dove dopo 5 giorni di manovre, necessarie per rallentare la sonda e permetterle così di essere catturata dal pianeta, l'11 aprile 2006 si è posizionata su un'orbita polare ellittica, ad una distanza dal pianeta variabile fra i 250 km e i 6600 km.
La missione durerà 486 giorni terrestri, pari a circa 2 anni venusiani, e durante tale periodo studierà l'atmosfera del pianeta. In particolare ne studierà le nubi ricche di zolfo (eccedente la quantità prodotta dal pianeta con la sua attività vulcanica); cercherà inoltre di fare una mappatura delle temperature superficiali del pianeta e studierà lo spazio che circonda Venere.
Si spera che con lo studio dell'atmosfera di Venere si possano spiegare alcuni fenomeni misteriosi, fra i quali il motivo per cui Venere, pur ruotando in 243 giorni terrestri, presenta delle zone dell'atmosfera con venti aventi la potenza degli uragani terrestri e che circumnavigano il pianeta in 4 giorni; ciò porta alla formazione sui poli di cicloni permanenti.

Missioni fallite
Venera 1 Molte missioni che avevano come obiettivo lo studio di Venere sono fallite, come ad esempio la Venera 1, che il 19 febbraio 1961, 7 giorni dopo il lancio, smise di essere in contatto con la Terra. Della serie Sputnik la 7, prima missione russa a trasportare un Venus probe che doveva atterrare sul pianeta, partita il 4 febbraio 1961 non è riuscita a uscire dall'orbita terrestre; lo Sputnik 23, che lanciata il 25 agosto 1962 rimase in orbita attorno alla Terra per tre giorni prima di rientrare nell'atmosfera terrestre; lo Sputnik 25, partito il 12 settembre 1962 è stato distrutto dall'esplosione del terzo stadio quando si era già inserito attorno alla Terra.
La Mariner 1 venne distrutta alcuni centinaia di secondi dopo il lancio, avvenuto il 22 luglio 1962, a causa di un errore di traiettoria; avrebbe dovuto sorvolare Venere. Della serie Cosmos la 21, che doveva fare dei test per i successivi atterraggi di strumenti sul pianeta, ma che il 14 novembre 1963 (tre giorni dopo il lancio) rientrò nell'atmosfera terrestre; la Cosmos 27, che doveva sorvolare Venere ma che rimase in orbita attorno alla Terra fin dal giorno del suo lancio (27 marzo 1964); la Cosmos 96, di cui esplose il corpo principale mentre era in orbita di parcheggio attorno alla Terra ed i cui frammenti più grossi rientrarono nella nostra atmosfera il 9 dicembre 1965, 16 giorni dopo il lancio: quasi sicuramente furono loro la causa delle grosse palle di fuoco avvistate in quel giorno in nove stati americani fra il Michigan e New York e nello stato dell'Ontario in Canada. Mariner 1
Sempre della serie Cosmos la 127, che avrebbe dovuto atterrare su Venere, rientrò nella nostra atmosfera 8 giorni dopo il lancio, avvenuto il 17 giugno 1967; la Cosmos 359, che partita il 22 agosto 1970 non riuscì a sfuggire alla gravità terretre e si posizionò su un'orbita ellittica geocentrica; infine la Cosmos 482, lanciato il 31 marzo 1972, una volta in orbita di parcheggio attorno alla Terra si separò come previsto in quattro pezzi, due rimasero in orbita e ricaddero nell'atmosfera dopo 48 ore, gli altri non raggiunsero la velocità necessaria per arrivare fino a Venere e si posizionarono in un'orbita terrestre ellittica.

Future missioni

Planet-C
Si tratta di una missione giapponese ancora incerta; se non verrà cancellata dovrebbe partire nel febbraio 2007 su un vettore M-5 per giungere su Venere a settembre 2009, dopo un gravity assist con la Terra nel giugno 2008.
Si tratta di un Orbiter che dovrà studiare la dinamica dell'atmosfera venusiana, soprattutto la rotazione estremamente veloce delle parti più alte, e ne misurerà le varie temperature. Cercherà anche la presenza in essa di fulmini e ci fornirà molte immagini nell'infrarosso e nell'ultravioletto.
Poster della Planet C su Venere

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Le immagini e parte delle informazioni presenti in questo file sono reperibili nei seguenti siti Internet:

nssdc.gsfc.nasa.gov/planetary
www.spacedaily.com
nssdc.gsfc.nasa.gov

Siti in cui è possibile avere una cronologia delle missioni spaziali in tutto il sistema solare:

www.solarviews.com/eng/craft1.htm
www.planetscapes.com/solar/eng/craft2.htm
nssdc.gsfc.nasa.gov/planetary/chrono.html

Aggiornato al 19/04/06